Di seguito troverete le principali opere d'arte della nostra Chiesa, con informazioni approfondite grazie alla preziosa collaborazione del Prof.Luigi Santibacci.
foto 01 portone ingresso
Portone
d’ingresso a due battenti
Artista: Artemio Giovagnoni
Anno 2005
Materiale: bronzo
Misure: cm 200.0x220.0x12.0 (HxLxP)
Descrizione.
Il portone d’ingresso
della chiesa è una tra le ultime opere di Artemio Giovagnoni, autore anche
della Porta Santa della Cattedrale di San Lorenzo a Perugia. La raffigurazione
in esso contenuta narra le storie del Libro di Tobia dell’antico testamento. San
Raffaele, sotto le mentite spoglie di Azaria, accompagna il giovane Tobia (o
Tobiolo) in un lungo viaggio da Ninive alla regione di Median per recuperare il
patrimonio del padre, divenuto cieco, depositato presso un suo parente.
Giovagnoni raffigura in modo elegante e didascalico le sacre scritture,
concentrando la lettura visiva dello spettatore sugli elementi fondanti della
narrazione.
foto 04 dettaglio portone ingresso sinistro basso
Il viaggio
di Tobia e Azaria (particolare)
In questa doppia scena
viene raffigurato il cammino dei due personaggi principali all’inizio del
racconto. Tobia, al centro della raffigurazione di sinistra, sta andando a
ritirare una somma di denaro che il padre aveva lasciato in custodia ad un suo
parente prima di diventare cieco. Tobia però non conosce la strada, nel suo
viaggio verso la Media (attuale Iran), e viene affiancato, come guida da un
esperto di quei luoghi, da un certo suo parente di nome Azaria, che altri non è
che San Raffaele. Anche il cane di famiglia si unisce ai due e li segue durante
il cammino. Giovagnoni ci presenta sulla sinistra San Raffaele che accompagna
con un braccio l’incedere di Tobia centralmente ed il cane, in basso a destra,
che li precede.
Nella seconda scena
possiamo notare Tobia intento ad estrarre il fiele, il cuore ed il fegato dal
pesce, così come indicato da San Raffaele. Sullo sfondo troviamo una persona su
di un dromedario, ad indicare la zona della Mesopotamia in cui si svolge la
storia, tra l’attuale Iraq e l’Iran.
foto 03 dettaglio portone ingresso sinistro alto
Il
matrimonio di Tobia (o Tobiolo) e Sara (particolare)
Nel primo riquadro, in
alto a sinistra, Giovagnoni raffigura il matrimonio tra Tobia e Sara, le due
figure inginocchiate in primo piano. L’arcangelo Raffaele viene presentato
nella qualità di protettore dei matrimoni, nell’angolo alto a sinistra, mentre
appoggia la mano sulla schiena del ragazzo. La storia, dal libro di Tobia,
narra che la bella Sara era stata già data in sposa a sette mariti, ma un
diavolo, che la tormentava, li aveva uccisi tutti la sera stessa delle nozze.
Lo stile sintetico di Giovagnoni favorisce la lettura visiva dell’opera,
concentrando lo sguardo dello spettatore sulle teste dei personaggi, sulle
braccia e sulle mani. E proprio l’intreccio delle mani dei due ragazzi con
quelle del padre della sposa, Raguele, che sta celebrando il matrimonio,
permette di focalizzare la tematica principale, ovvero il Sacramento del
Matrimonio cristiano, concelebrato dagli sposi e dal sacerdote. L’ambientazione
è la casa di Raguele, dove Edna, madre di Sara, appare a braccia congiunte.
foto 02 dettaglio portone ingresso destro alto
La
guarigione del padre cieco (particolare)
L’arcangelo viene in
questa scena raffigurato come intercessore della guarigione. Raphael, che in
ebraico significa “Dio ha guarito”, è strumento di Dio per la guarigione sia
fisica che dell’anima. Quando Tobia ritorna a casa dal padre, dopo aver
recuperato i suoi averi, guarisce suo padre Tobi per mezzo del fiele che
durante il suo tragitto aveva estratto da un pesce. Giovagnoni raffigura
l’arcangelo, come una costante di tutta l’opera, all’angolo della scena, come
testimone benedicente ed ispirazione delle buone azioni compiute da Tobia.
L’ambientazione è la casa di Tobi e all’angolo sinistro compare Anna, sua
moglie e madre di Tobia, che tiene in mano un recipiente con un grosso pesce.
foto 05 dettaglio portone ingresso destro basso
Tobia ed
il pesce sulle rive del Tigri e consegna della Chiesa di San Raffaele (particolare)
Nella scena di
sinistra Giovagnoni riprende la tematica della pesca di Tobia, similmente al
San Raffaele da lui eseguito qualche anno prima per la parete absidale della
chiesa.
Tobia, inginocchiato
sulla sinistra, ha la meglio sul pesce che lo aveva aggredito sulle rive del
fiume Tigri. Sullo sfondo notiamo delle palme ed il cane che li accompagnava
lungo il viaggio.
Nella scena di destra,
a conclusione dell’opera, Giovangoni raffigura San Raffaele benedicente che con
la mano sinistra porge la nuova chiesa di San Raffaele Arcangelo a mons. Luigi
Stella, parroco di Madonna Alta dal 1966 al 2013.
foto 06 stemma esterno
Monogramma
di Cristo, Agnus Dei
Artista: Artemio Giovagnoni
Datazione: 1990 circa
Materiale e tecnica: Formella in lega d’alluminio
bronzato
Soggetto: formella esagonale raffigurante il
monogramma di Cristo e l’Agnus Dei
Misure: cm 87.0x66.0 (HxL)
Descrizione.
Quest’opera dello
scultore perugino Artemio Giovagnoni si trova all’esterno della chiesa, proprio
sopra al grande portone centrale. Essa raffigura il monogramma di Cristo,
formato dalle lettere X (Chi) e P (Ro) intrecciate, che sono le prime due
lettere della parola greca “Christòs”. Il monogramma era già in uso presso le
prime comunità cristiane ed era presente sulle tombe per identificare
l’appartenenza del defunto a questa religione. Sotto al monogramma campeggia
l’agnello con la croce-vessillo. Questa araldica è identificata con l’Agnello
di Dio (Agnus Dei), che regge una croce con una banderuola crociata. Gesù viene raffigurato nel suo ruolo di
vittima sacrificale per la redenzione dei peccati dell'umanità. Stilisticamente
il lavoro di Giovagnoni riprende quello di un precedente o coevo lavoro,
l’agnello portacroce, una piccola scultura in alluminio bronzato, raffigurante
l’agnello che regge la croce con il vessillo crociato.
foto 11 esterno madonnina
Statua
della Vergine con bambino
Artista: Artemio Giovagnoni
Datazione: 1986
Materiale: bronzo
Soggetto: Madonna con Gesù Bambino
Dimensioni: cm 137.5x27.0 (HxL)
Descrizione.
La Madonna è
raffigurata in posizione frontale mentre cammina, vestita con una lunga tunica
da cui spunta un piede. Un cappuccio le circonda il capo fin sotto il mento,
simile a quello dei guerrieri che Giovagnoni realizza in quegli stessi anni.
Gesù Bambino, aggrappato al vestito della madre, è appoggiato sul braccio
sinistro della Vergine Maria, che con la mano destra lo tiene stretta a sé. Il
dinamismo viene sviluppato in modo sobrio ma efficace, tanto da apparire una
naturale posa di una madre che cammina con il suo bambino.
La colata di bronzo è
avvenuta su di una statua in gesso esposta nella cappella del Santissimo
Sacramento della chiesa.
foto 14 vetrata 1
Vetrata
policroma con sei Apostoli di sinistra
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Volti di sei apostoli
Misure: cm 76.0 (H)
Descrizione.
Questa vetrata
policroma a formare disegni astratti e una serie di sei volti degli apostoli è
parte di una grande fascia che delimita superiormente la facciata della chiesa.
La sua narrazione è da considerare come un continuo, che si svolge dal centro
(sopra il portale d’ingresso) e si sviluppa ai lati a creare una scena
contornata da scritte inerenti la Resurrezione di Cristo e che possiamo
riconoscere in una “ultima cena”.
foto 15 vetrata 2
Fascia
vetrata policroma dell’ingresso principale (particolare)
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Iscrizione sacra ANGELI DEL
SIGNORE/BENEDITE IL SIGNORE
Misure: cm 75.0 (H)
Descrizione: la fascia vetrata continua
internamente con questa iscrizione sacra “Angeli del Signore, benedite il
Signore” proveniente dal canto Pasquale “Surrexit Christus”. La stessa si trova
ad angolo rispetto ad una apertura laterale e prosegue verso il centro della
facciata.
foto 16 vetrata 3
Fascia
vetrata policroma dell’ingresso principale (particolare dei sei Apostoli di
sinistra)
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Volti di sei apostoli
Misure: cm 75.0 (H)
Descrizione: la vetrata composta di vetri
policromi a formare disegni astratti e una serie di sei volti degli apostoli.
foto 17 vetrata 4
Fascia
vetrata policroma dell’ingresso principale (particolare)
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Iscrizione documentaria: E. TROSS/DOMUS DEI/ROMA
1996
Misure: cm 75.0 (H)
Descrizione: La zona centrale della vetrata è di
tipo astratto con linee sinuose ed una forma circolare che ne scandisce il
movimento. L’artista, Ernesto Tross, si firma in un’iscrizione sul piombo.
foto 18 vetrata 5
Fascia
vetrata policroma dell’ingresso principale (particolare dei sei Apostoli di destra)
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Volti di sei apostoli
Misure: cm 75.0 (H)
Descrizione: vetrata composta in cui possiamo
trovare il pane (bianco) dell'ultima cena una serie di sei volti degli
apostoli.
foto 19 vetrata 6
Fascia
vetrata policroma dell’ingresso principale (particolare)
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Iscrizione sacra FIGLI
DELL'UOMO/BENEDITE IL SIGNORE
Misure: cm 75.0 (H)
Descrizione:
In quest’angolo della grande fascia vetrata
d’ingresso trova posto l’iscrizione sacra: “Figli dell’uomo, benedite il
Signore” proveniente dal canto Pasquale “Surrexit Christus”.
foto 20 vetrata 7
Vetrata
policroma con sei Apostoli di destra
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto: Volti di sei apostoli
Misure: cm 75.5 (H)
Descrizione: la
vetrata è composta di vetri policromi a formare disegni astratti e da una serie
di sei volti degli apostoli.
foto 21 vetrata lato sinistro ingresso
Vetrate
laterali con calice
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Misure di ogni finestra: cm 213.0x35.5 (HxL)
Descrizione: la coppia
di finestre ha una decorazione per lo più composta da forme astratte ma, in
quella di destra, si riconosce un calice giallo. La raffigurazione è quindi da
vedere come prosecuzione della tematica
inerente l’ultima cena della fascia vetrata all’ingresso della chiesa.
foto 22 vetrata soppalco
Vetrata
del coro
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1996
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Misure: cm 214.0x35.8 (HxL)
Descrizione: questa piccola vetrata è composta di
vetri policromi a formare disegni astratti e un triangolo giallo,
identificabile come simbolo della Trinità Divina.
foto 23 vetrata lato sx altare
Vetrate
policrome absidali di sinistra
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1995
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto con iscrizioni sacre “Alfa - In
Principio era il Verbo e abitò tra noi”
Iscrizione con firma dell’artista (prima vetrata
di sinistra, in basso a sinistra)
E. TROSS/DOMUS DEI/ROMA 1995
Misure della vetrata più alta: cm 580x42.5 (HxL)
Descrizione.
Nella fascia superiore
delle tre vetrate absidali di sinistra si trova la Creazione con l'iscrizione
sacra “Alfa, In Principio era il Verbo”. L’ispirazione di Tross trova radici
nel prologo del Vangelo di Giovanni e nelle prime frasi della Genesi. Vengono
infatti raffigurati il primo ed il secondo giorno della Creazione, con la
divisione tra la luce e le tenebre e la separazione tra le acque sopra e quelle
sotto il firmamento. Nella fascia intermedia trova posto il terzo giorno, dove
le acque vanno a raccogliersi nel mare e lasciano l’asciutto, ovvero la terra.
Nella stessa fascia c’è la natura che germoglia con un arbusto che può essere
identificato come l’albero della vita.
Nella fascia
inferiore, dove trova posto la scritta “e abitò tra noi”, sono raffigurati il
pane (bianco centrale), il pesce e la croce, tre simboli legati alla vita, ai
miracoli, in particolare quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci, ed
alla morte di Gesù.
foto 24 vetrata lato dx altare
Vetrate
policrome absidali di destra
Artista: Ernesto Tross
Datazione: 1995
Materiale e tecnica: Vetro policromo e piombo
fuso
Soggetto con iscrizione sacra “A Lui la Gloria nei secoli - Omega”
Descrizione.
Nella fascia superiore
delle due vetrate absidali di destra viene raffigurato il quarto giorno della
Genesi, con la creazione degli astri. La scena è dominata dal grande Sole
raggiato e impreziosita da alcuni pianeti, tra cui una falce di Luna. Nella fascia
intermedia viene rappresentato il quinto giorno, con la creazione di uccelli e
pesci, che vanno a formare un vortice. Nella fascia inferiore troviamo un
grande volto, che può essere interpretato con il sesto giorno della Creazione,
quando Dio creò l’uomo a Sua immagine e somiglianza. Lo stesso viso, contornato
dalla scritta “A Lui la Gloria nei secoli - Omega” è anche volto di Cristo,
principio e fine di tutte le cose.
foto 25 interna madonnina
Madonna
con Gesù Bambino in Trono
Artista: Artemio Giovagnoni
Tipologia artistica: Scultura in
altorilievo/bassorilievo
Materiale: terracotta policroma
Anno: 1993
Misure cm 128.5x80.0 (HxL)
Iscrizione sacra:
“Ave Maria, dall’Alto aiutaci.”
Descrizione.
Al centro della scena
troviamo la Madonna con bambino seduta in trono realizzata con il tipico stile
di Giovagnoni che rende più evidenti la plasticità delle teste dei personaggi
e, in questo caso, particolarmente definite e realistiche. I corpi sono
appiattiti, ma si staccano dal contesto grazie alle garbate cromie, risultando
liberi dalla materia di supporto, come nelle statue a tutto tondo. Ai lati,
quattro angeli musicanti, in bassorilievo, a sinistra con cedra e violino, a
destra con flauto e mandolino contornano la scena. L’iscrizione “Ave Maria
dall’Alto aiutaci” oltre a riferirsi al Paradiso da dove la Regina dei Cieli ci
guarda, si presta alla citazione della Madonna Alta, l’edicola della Vergine
Maria che si trova in cima al colle vicino alla chiesa di San Raffaele
Arcangelo e che contraddistingue la toponomastica del luogo.
foto 26 battesimo
Fonte
battesimale
Artista: Bottega Umbra
Datazione: anni 1990
Materiale: marmo
Misure: cm 200.0x224.5 (HxP)
Iscrizione sacra (sulla parete di fondo): “Ci
siamo dissetati alla roccia che è Cristo”
Descrizione.
La fonte battesimale è
realizzata in marmo. La vasca esagonale ha un bacino interno a forma di croce
greca con un braccio lobato. Il blocco retrostante risulta scavato con un
canale per la discesa dell'acqua battesimale. La superficie della pietra è scabra
esternamente e liscia internamente. Vi è una Colomba dello Spirito Santo
collocata sul soffitto sopra la vasca, mentre sulla parete di fondo compare
l’iscrizione “Ci siamo dissetati alla roccia che è Cristo”.
foto 43 ambone
Paliotto
dell’ambone - Gesù con San Tommaso
Artista: Artemio Giovagnoni
Tipologia artistica: Scultura in bassorilievo
Materiale: lega dorata, bronzata
Anno: 1991
Misure cm 112.0x37.5 (HxL)
Iscrizione sacra:
“Beati quelli che pur non avendo visto
crederanno.”
Descrizione.
In questo pannello
bronzeo traforato, Gesù è rappresentato con la mano destra sollevata nel gesto
di benedizione tipico del Cristo Pantocratore (il Signore di tutte le cose che
troviamo nell’arte bizantina). Con la sinistra il Signore mostra a San Tommaso,
prostrato ai suoi piedi, la ferita sul costato. La figura del Cristo è di
dimensioni maggiori rispetto a quelle del Santo, citazione delle raffigurazioni
sacre della tradizione medievale. Giovagnoni accentua la plasticità degli
elementi principali della narrazione: sia il volto e le mani di Gesù, che la
testa e la mano di San Tommaso, si staccano maggiormente dal supporto.
foto 44 San Raffaele
San
Raffaele con Tobia ed il pesce
Artista: Artemio Giovagnoni
Anno: 1999
Materiale: Terracotta
iscrizione sacra (in basso) SANCTUS RAPHAEL
Dimensioni: cm 180.0x75.0x12.0 (HxLxP)
Descrizione.
In questa grande
scultura in rilievo, Giovagnoni raffigura Tobia (o Tobiolo) nell’atto di
estrarre il pesce dall’acqua del fiume Tigri. Secondo la storia biblica, da
esso ricaverà, su indicazione di San Raffaele, il fiele per guarire suo padre
dalla cecità, il cuore e il fegato per scacciare il demone che possiede Sara,
la sua futura moglie. A livello stilistico la figura dell’arcangelo è resa di
dimensioni più importanti rispetto al giovane, come accade in altre sculture
dell'artista (ad esempio in Gesù e San Tommaso dell’ambone). La mano destra del
santo è protratta in avanti in segno di benedizione, mentre Tobia è in ascolto
delle parole proferite dall’arcangelo.
foto 45 Crocifisso
Crocifisso
della parete absidale
Artista: Artemio Giovagnoni
Anno: 1990 circa
Materiale: Ferro battuto e terracotta patinata
Soggetto: Cristo morto in croce
Dimensioni: cm 330.0x134.0 (HxL)
Descrizione.
In questa suggestiva
Crocifissione, Giovagnoni rende le forme del Cristo particolarmente
realistiche, pur mantenendo lo stile tipico dell’artista perugino. La
drammaticità è accentuata dalla testa cadente di Gesù, a testimoniare il
momento della Sua morte. Il Cristo è inchiodato ad una croce formata da quattro
barre metalliche. Stilisticamente colpiscono le braccia del Salvatore che
formano una V, con l’interasse orizzontale dove è inchiodato decisamente più
breve rispetto alla crocefissione tradizionale. Questa posizione del Cristo
morto era già stata eseguita precedentemente da Giovagnoni per altri crocifissi
e ne contraddistingue lo stile.
foto 47 altare
Paliotto d’altare con le Nozze di CanaArtista: Artemio Giovagnoni
Datazione: 1991
Materiale: Lega di alluminio bronzata
Dimensioni: cm 66.0x198.0 (HxL)
Descrizione.
Il paliotto d'altare è composto di tre pannelli bronzei traforati e a bassorilievo, raffiguranti il banchetto delle Nozze di Cana.
Nel pannello di sinistra, a sviluppo orizzontale, alcuni servitori stanno portando delle giare al banchetto, dove siedono i commensali; uno di loro è girato verso lo spettatore con una coppa di vino in mano. Nella parte bassa troviamo due grandi giare in primo piano che fuoriescono dal rettangolo scolpito.
Il pannello centrale, a sviluppo verticale, presenta la scena chiave della storia: Maria che chiede a Gesù di supplire alla mancanza di vino.
Nel pannello di destra, che riprende lo sviluppo orizzontale, troviamo ancora dei commensali ed un servitore che versa da bere in una brocca. Proprio di fronte a questi troviamo un bambino di spalle che tiene la mano di sua madre, quasi a rimarcare il rapporto genitoriale di Maria su Gesù, mentre sulla destra altri servitori sono intenti a travasare i fondi dei recipienti per poter servire del vino. In basso, sulla sinistra del pannello, una giara vuota fuoriesce dal rettangolo del bassorilievo.
foto 48 tabernacolo
Tabernacolo con scene di Cristo misericordioso
Artista: Artemio Giovagnoni
Datazione: 1989
Materiale: Lega di alluminio bronzata
Dimensioni: cm 35.0 x 40.0 (HxD)
Descrizione:
Il tabernacolo, di forma cilindrica, è lavorato in bassorilievo con sei scene tratte dal Vangelo. La porticina di accesso è adornata con la cena in Emmaus, dove Gesù è raffigurato nel momento dello spezzare il pane. Esso viene quasi nascosto tra le mani di Cristo, mentre i due discepoli conversano tra loro. Rispetto all'Ultima Cena ritratta da Giovagnoni negli anni ‘80 qui la narrazione appare più informale. Procedendo verso destra si presentano due scene, la prima in cui Gesù guarisce il cieco nato e la seconda in cui perdona i peccati al paralitico. L’impostazione geometrica è la medesima per entrambe le raffigurazioni, dove la diagonale del braccio di Cristo a cui si appoggia sia il cieco che il paralitico, crea una lettura dall’alto verso il basso, a simboleggiare l’intervento provvidenziale di Dio nella vita delle persone. Nella successiva scena il Buon Pastore riconduce la pecorella smarrita al gregge. Proseguendo incontriamo la raffigurazione della samaritana che va al pozzo ed incontra Gesù, acqua viva che toglie ogni altra sete. Nell’ultima scena si vede Cristo attorniato da molta gente ed un bambino che porta una cesta con cinque pani e due pesci, Gesù provvederà a saziare la grande folla.
foto 49 crocifisso su piedistallo
Crocefisso su piedistallo
Artista: Artemio Giovagnoni
Datazione: 1990 circa
Materiale: bronzo
Soggetto: Crocifissione
Descrizione.
Questa croce, posta su di un’asta, appare come una preziosa effigie realizzata da Giovagnoni. L’impostazione dell’opera deriva dalla scomposizione della croce in quattro scene, con al centro la scritta INRI (Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum) come in una precedente Crocefissione che Giovagnoni realizzò nel 1976. Nella scena superiore Cristo viene giudicato da Ponzio Pilato, in quella a sinistra i soldati si spartiscono le vesti di Gesù, mentre a destra il Cristo morto viene deposto dalla croce. In questa drammatica scena, l’artista concentra il pathos sulla Vergine Maria, che si tiene la testa tra le mani. Centralmente Gesù viene raffigurato crocifisso con la posizione delle braccia a “V”, tipica di Giovagnoni, mentre la testa appare china, con i capelli sopra il volto, tanto da non rivelare se si tratti del momento della morte. Ai piedi di Gesù troviamo due figure femminili, identificabili nella Madonna e in un’altra Maria (di Cleofa o di Magdala), un centurione a destra, lo stesso che con la lancia trafiggerà il costato di Cristo dopo la sua morte, ed un altro personaggio a sinistra, probabilmente San Giovanni apostolo, un po’ arretrato rispetto alle donne.
foto 42 scultura malawi
Scultura
in legno “Gesù sono del Padre, Salvatore dell’Uomo”
Artista: Yafani Yasidu
Datazione: 2006
Materiale: legno
Descrizione.
Nella parte inferiore
di questa scultura lignea di origine malawiana troviamo la raffigurazione di un
presepe, dove persone di un villaggio portano doni al nascituro. Sopra a delle
grandi mani centrali sono infatti raffigurati la Beata Vergine Maria, San
Giuseppe e Gesù bambino. Ai lati di questa scena trovano posto il bue sulla
destra e l’asino sulla sinistra. Proseguendo verso l’alto incontriamo l’Ultima
Cena. In essa troviamo sei apostoli seduti di schiena e due di lato, mentre gli
altri discepoli e Gesù sono raffigurati di fronte ma con le braccia viste
dall’alto, con Cristo che spezza il pane sopra al grande tavolo centrale. Nella
fascia superiore troviamo la Crocifissione e, in cima, la Resurrezione di Gesù,
contornato da quattro angeli. La composizione è contornata con pregevoli motivi
vegetali e intrecci di rami che rendono la scultura coesa ed equilibrata nelle
parti, dall’inizio alla fine del racconto in essa contenuto.